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Venerdì, 12 Settembre 2014 15:20

Monitoraggio a parole della NeturalWalk2

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Durante la NeturalWalk2, una passeggiata di 5 giorni nel cuore della Basilicata, abbiamo chiesto ai camminatori di scrivere 5 parole per descrivere le proprie sensazioni per ognuna delle 5 tappe.

Sono uscite fuori circa 350 parole (molte ripetute più volte) che abbiamo utilizzato divertendoci a scrivere i testi che trovate in questa pagina.

Il grafico in alto invece presenta la frequenza con cui le parole sono state scritte. Quelle più grandi sono le più gettonate, ovviamente.

 

Mémoires di una Satrian'sella
di Francesca Marino

"Compagni, lo vedete? È insieme che abbiamo guadato fiumi di vino che a cascate precipitavano giù nella gola del bosco.
Noi, usciti ognuno dalla propria singola torre, per spezzare il formaggio con gli altri, per unire i nostri rami con le braccia del faggio, al caos abbiamo preferito le salite che portano al sole e le cantine che risuonano di risate, di allegria e passi di quadriglia.
Là dove il panorama mozzava il fiato, là dove il bagno lo si faceva nelle luci del tramonto, là dove l'acqua era la più grande ricompensa della fatica, è là che vivi abbiamo visto schiere di stelle cadenti roteare per noi in un ballo verde.
Le conoscenze: tutto col gioco, mai nulla per gioco.
Ospitalità in ogni dove.
Divenuti un tutt'uno con un paesaggio che la pioggia e la stanchezza non avrebbero mai potuto macchiare, il cammino stesso si faceva accogliente. Tre parole tinte di rosso come il paparulo crusco, tre parole della stessa radice a farci compagnia: amicizia, amore, amorcizia.
Avanzavamo, ciascuno secondo il proprio passo, nella valle del Melandro, dove i vecchi e gli alberi hanno la stessa età, dove al mattino l'asinello gironzola tranquillo per strada.
Batteva forte il vento a levigar la roccia, ma non andava via il sorriso sulle nostre labbra sporche di mora.
L'arsura? Noi, fatti di nuvole e d'ombre, noi non la temevamo lungo il viaggio. L'unica calura a noi nota era quella d'un fuoco diverso, interno, che solo un gruppo che danza insieme può generare.
E fioriva spontanea l'orchidea nel castello di sogni che abbiamo eretto tra un sorriso e una tarantella.
E nei murales abbiamo dipinto lo sguardo della nostra curiosità.
E sull'orlo d'un bicchiere d'amaro lucano abbiamo lasciato un moto di libertà.
E in quest'avventura che ha bisogno di capacità di meraviglia e stupore per essere vissuta abbiamo toccato l'universo.
Tornate ancora in questa terra!
Terra di silenzio con pochi Passanante.
Terra che per rivolta impicca, sì, ma solo il caciocavallo.
Compagni, lo vedete?  È insieme che abbiamo guadato fiumi di vino che a cascate  precipitavano giù nella gola del bosco."

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NeturalWine”
di Rocco Perrone
(per ogni tappa sono state utlizzate solo le parole che descrivevano quella tappa)

1° Tappa | Sellata – Rifugio Madonna di Sasso

Il BOSCO UNISCE TUTTI
Si parte ed è subito Cima.
Monte Arioso, aria fresca, sorrisi e nuovi amici.
Il bosco non è più un Sogno di condivisione quando la stanchezza diventa l'Ossigeno per la cooperazione. Il nuovo dentro, come apertura alla conoscenza, lì dove un'orchidea diventa una Bella Donna e una Fatta l'overture all'allegria.
Ma è la danza a disegnare la Geografia dell'imbarazzo quando vino e tarantelle entrano in confidenza.
La foresta non è una scoperta. È una scala mobile verso casa, un rifugio accogliente di more e silenzi.
La luce balla libera nel tramonto sull'Appennino Lucano. Subito dopo l'organetto è uno skilifit verso le stelle cadenti nella notte del principio del viaggio.
Gente, c'è un impiccato sopra il fuoco!

 

2° Tappa | Rifugio Madonna di Sasso - Brienza

ANDANTE LENTO
Adesso, discesa.
L'Universo della Lucania è in autogestione: ci sono quadri non allineati di streghe podoliche e alberi da abbracciare con tuffi liberatori.
Donato è sotto il faggio e immagina il Sole in libera uscita serale che fa Yoga in uno Zoo Segreto.
Calura. Arsura. Sete. Brivido in circolo.
Donato che si tuffa.
A casa delle persone, nei paesi, si mangia frittata coi baffi e acqua Fiuggi.
 Fare il formaggio è una poesia accogliente al ritmo dell'antichità. La fiducia nelle radici. Benoit, francese per osmosi, la notte fa l'eroe Ninja nel concerto da palestra.
Prove di coraggio e nuovi arrivi: leggerezza e ospitalità.
<<Ok>>
<<Di' la stessa parola>>
<<VINO!>>

 

3° Tappa | Brienza – Sant'Angelo Le Fratte

IN CANTINA C'E' UN ASTEMIO FELICE
Questa è la passeggiata dell'abbandono ai sapori.
Una scorciatoia verso il paradiso gastronomico.
Lo sballo dell'Aromaterapia! Cibo. Vino. Cibo genuino.
Tanta strada prima di arrivare alla grotta. Si passa per l'ospitalità commovente di Giuseppina e la pioggia d'agosto in salita. Gym Tonic Luigi Delle Strane Situazioni, nell'allegria del Top Aperitivo in cantina, ci sta dicendo che “dalle nuvole non si butta via niente”.
Residui di silenzio tra i murales. Pensieri e passo lento. La notte, la roccia è quiete.
Le prospettive incomplete della Meraviglia si infrattano in un piatto di cavatelli.
E viceversa.
Nella Zona Industriale la Bellezza è anche nei Bar.

 

4° Tappa | Sant'Angelo Le Fratte – Savoia di Lucania

MELANDRO JONES E' CADUTO
L'attesa è salita.
L'Humus del gruppo si radica nel microclima folle di fiabe e giochi notturni dipinti nell'atmosfera selvaggia del paese piccolo. Nel letto del Melandro la stanchezza è la palestra naturale verso la soddisfazione. Prima gli anziani, poi l'asilo e una campana, alle 23:18, ci allenano all'accoglienza di piazza.
Ta Ta Ta: tamburello, tarantelle e turtle wushu.
La cascata è una favola verde dove Passannante danza a perdifiato nell'ombra dell'ombra.
Savoia invade Savoia nella cultura della contraddizione.
“Salute ai paesani!”. Adagio... con l'amaro lucano.
Ta Ta Ta.

 

5° Tappa | Savoia di Lucania – Satriano di Lucania

INCONTRI DI NUVOLE
L'archeologia delle canzoni d'amore ci guida dall'anfiteatro dell'amicizia alla condivisione comune del cielo. Fede verso scienza? Sole e pale eoliche.
E grano e fatica, e già nostalgia delle ombre veloci separate per sempre dalle nostre storie.
La Nonna è un sprint di stupore lento, una tradizione che ride nel vento e si apre senza sacrificio verso l'Incontro da vertigini.
Il teatro dei Cruschi è un rudere pittoresco nelle distrazioni di una campagna coltivata tra colline rigogliose.
Sotto la Torre siamo a casa.
La separazione si vive di corsa con ferite d'acqua che affaticano la festa.
Ci rivedremo?
Sì, in un selfie su un prato spettacolare con Vista Universo.


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