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Martedì 17 Maggio 2011

Il Peperone di Senise: CRUSCK o ZAFARAN?

Scritto da  Mariapina Fortuna

Terra di contadini, di braccianti e di allevatori, la Basilicata vanta un ricco paniere di prodotti tipici, grazie anche ad una natura generosa e alla vocazione della sua gente ai piaceri del palato

Tra le meraviglie culinarie spicca senz’altro il noto Peperone di Senise che nel 1996 ottiene il marchio Indicazione Geografica Tipica. Il peperone di Senise, affonda le sue origini nelle lontane Antille. Nel XVI secolo viene importato in Basilicata e coltivato nelle aree limitrofe del territorio di Senise (Francavilla S.S., Chiaromonte, Valsinni, Colobraro, Tursi, Noepoli, San Giorgio Lucano; Sant'Arcangelo, Roccanova, Tursi, Montalbano Jonico e Craco).

Di forma appuntita e di colore rosso porpora, quest’ortaggio si caratterizza per la polpa a basso contenuto di acqua. Tra febbraio e marzo viene piantato, mentre ad agosto è pronto per la raccolta. Diverse sono le modalità di utilizzo e preparazione del Peperone di Senise.

Il cosiddetto “Peperone crusck” è frutto dell’essiccamento del peperone in maniera del tutto naturale. Appesi in apposite “serte” e lasciati ad asciugare al sole, i peperoni perdono c.a il 10- 12 % di acqua. Vengono infine passati in forno per eliminare la restante umidità. Per gustarli in maniera “crusk”, ossia croccanti, vanno passati in olio bollente e salati.

Lo “Zafaran” è invece il peperone crusck frantumato e ridotto in polvere. Può essere dolce o piccante, a seconda del peperone, e viene usato nella cucina lucana per condire pietanze e salumi. Soprattutto nella preparazione dei salumi lucani, il peperone di Senise garantisce gusto, colore e qualità.

Ogni anno a Senise, nel mese di agosto, vengono organizzate “Le giornate del Peperone di Senise” con degustazioni, musiche e balli popolari per tutti i visitatori.

di Mariapina Fortuna