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Domenica, 07 Luglio 2013 10:19

Basiliski Roots nel regno di "Basilonia"

Scritto da Rocco Perrone

La band di Satriano corona il sogno del primo disco

Sento per la prima volta il disco dei Basiliski Roots in questo momento. Già conosco a memoria tutte le canzoni, come me tanti altri. Le abbiamo prese al volo durante i concerti in giro per la Basilicata. E ora ce le abbiamo dentro lo stereo, è tutto vero. Da un paio di giorni a Satriano, dove è nato il gruppo, le auto sparano dai finestrini un suono conosciuto. E' successo qualcosa di speciale da queste parti. <<Ora possiamo ascoltare i Basiliski quando vogliamo, non siamo più costretti a inseguirli nei live!>> scherza Nella che poi precisa: <<abbiamo già programmato di vederli al Pollino Music Festival il 4 Agosto>>. In realtà la prima data utile è al Blue Lion a Potenza il 18 Luglio prossimo in cui ci sarà la presentazione ufficiale del disco. La data più attesa, forse, l'11 Agosto a Voci dal Sud a Sant'Arsenio.

Il titolo del primo disco dei Basiliski Roots è Basilonia come la prima storica canzone scritta da Massimo Muro, autore e voce del gruppo. <<Quando ha telefonato il corriere espresso – ci dice - ho capito che era fatta, finalmente. Sono subito uscito fuori e ho aspettato che arrivasse davanti casa. Prima di aprire le scatole con i dischi ho chiamato gli altri per vivere insieme un momento indimenticabile>>. Gli altri sono: Rocco Mastroberti, Maurizio Fiore, Raffaele Saganeiti, Pierfrancesco Giorgio “Spenk” e Fabio Sabato. Il lavoro è stato registrato negli studi di Casalunatica a Potenza con Gianluca Sanza. Hanno arricchito il sound le collaborazioni di Mariano Caiano che ha fatto vibrare tambourine, cowbells, cabasa, triangle e nyahbinghi drums, Antonello Ruggiero con la batteria e Francesco Pafundi al sax.

I Basiliski con “Basilonia”, “Sinoro Ska” e “Italy” raccontano la Basilicata (e l'Italia) dell'emigrazione, della corruzione, della disoccupazione. “Ogni problema sparisce” quando pensi a che “Bella giornata”, uno di quei pezzi che ti rimangono fissi in testa da subito. La svolta in dialetto del ritornello di “Guardami” si balla a occhi chiusi. L'amore arriva con “Resta qui” e se ne va con “E n'zist” (e i suoi ricorsi che regolarmente si presentano). Il capolavoro è dentro “Italy”: “ma sai che bello se l'Italia fosse una Repubblica fondata sull'amore? Si eviterebbero stragi di stato, spargimento di sangue e di dolore”. Se avete pazienza, poi, c'è una sorpresa. Il disco è dedicato a chi non c'è più e a chi negli anni ha dato il suo contributo alla realizzazione del progetto. <<Negli ultimi mesi abbiamo creato un fondo cassa grazie ai live – ci spiega soddisfatto Massimo Muro – con il quale abbiamo potuto autoprodurci. E' una piccola dimostrazione che se si crede nei propri sogni, con tenacia, pazienza e determinazione, si possono cacciare dal cassetto>>. Nel frattempo si sta preparando il lancio del canale ufficiale You Tube per presentare il disco al World Wide Web. Poi, chissà!

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Nella realtà offline non è difficile riconoscerli: sono uno dei pochi gruppi lucani che fa ballare. Impossibile resistere al sound, anche un solo movimento di polpaccio lo farete, garantito.

E se in questa estate lucana vi capita di ascoltarli non fate i tirchi e acquistate il cd per sostenerli concretamente e alimentare il sogno.

@RoccoPerrone

Articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 7 Luglio 2013


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