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Giovedì, 13 Marzo 2014 20:44

I falò di San Giuseppe

Scritto da Elena Ruggieri
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Un rito pagano nella tradizione cristiana

Sin dagli albori, il Cristianesimo nella sua lenta e costante crescita non ha ripudiato completamente la tradizione della cultura pagana. Numerosi sono i riti e le tradizioni del paganesimo convertiti in nuovi riti cristiani, ciò ha consentito al popolo di vivere il periodo di transizione senza forti traumi.

Le feste del fuoco sono un esempio della tradizione pagana. Esse hanno origine dai due elementi molto venerati e che regolamentavano lo svolgersi della vita quotidiana: il sole per la forza e il calore, ed il fuoco per la capacità di riscaldare, di illuminare e purificare ma nello stesso tempo anche di distruggere. Sole e fuoco complementari ed alleati, capaci di riscaldare la terra e di esorcizzare le tenebre, riportando luce e calore sulla terra. Ma il fuoco è anche un elemento purificatore perchè capace di contrastare le forze negative, di liberare spazi all’agricoltura, di ridare vita nuova e fertilità al terreno. A questo si aggiunge un’altra funzione del fuoco che trae origine dalla tradizione cristiana e che associa il cuore umano all’idea del fuoco come fattore di rinnovamento e come possibilità per l’uomo di salvarsi.

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Molti sono i riti del fuoco che si svolgono a Marzo, il mese che inaugura l'arrivo della Primavera. Il 21 del mese, infatti, cade l'equinozio primaverile. In questo periodo si usava propiziare l'inizio della nuova stagione con i riti del fuoco volti alla purificazione dei campi. In questo contesto si colloca la festa di San Giuseppe. Un ritorno agli antichi riti pagani dei tempi romani e medievali quando, si bruciava insieme alla legna delle potature tutto il negativo, il male e l'indesiderato.

Nei paesi lucani la tradizione dei falò, in occasione del Santo, è un appuntamento sentito da tutta la comunità. I festeggiamenti durano tutta la notte e sono accompagnati da musiche, canti e cibi consumati davanti ai fuochi. Le persone fanno il giro dei rioni per giudicare il falò più grande e più bello.

A notte inoltrata, quando le fiamme sono ormai basse, molti sfidano il fuoco saltandogli attraverso.
 Nell’immaginario del rituale, tali salti hanno il significato dell’uomo che sfida la paura e domina le forze della natura. A fuoco spento, tra le prime luci dell’alba, non manca l’altro rito: la cottura delle patate sotto la cenere calda.

Tra gli appuntamenti da segnalare ricordiamo i falò di San Giuseppe di  Castelluccio Inferiore (PZ), Rotonda (PZ), Atella (PZ), Gallicchio (PZ), Sarconi (PZ), Ruvo del Monte (PZ), Sant’Angelo le Fratte (PZ), Tursi (MT), Montescaglioso (MT).


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