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Tar Basilicata: via libera a centrale termoelettrica ad Irsina

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Due sentenze del Tar Basilicata annullano il Decreto del Ministero dei Beni e Attività Culturali sul vincolo paesaggistico nel territorio di Irsina

di Ola (Organizzazione lucana ambientalista)

La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) – in merito al “plauso” indirizzato dalla Provincia di Matera e alle dichiarazioni del consigliere del Partito Democratico, D’Alessandro, sulle due sentenze del Tar Basilicata che “annullano” il Decreto del Ministero dei Beni e Attività Culturali sul vincolo paesaggistico nel territorio di Irsina – esprime il proprio disappunto ed invita il suddetto Ministero a ricorrere al Consiglio di Stato su quelle che possono essere definite come “sentenze sblocca-centrali”. La nostra Organizzazione evidenzia come, in realtà, le due sentenze del Tar appaiono contraddittorie e riduttive dal punto di vista delle motivazioni allorquando, ad esempio, stabiliscono che “un’area priva di alberi” non possa avere interesse paesaggistico ed ambientale. Limiti, questi, che denotano l’incompetenza culturale, tecnica e scientifica di un Tribunale amministrativo chiamato a dissertare su argomenti sui quali non è titolato, così come invece è titolato a fare un Ministero. E’ stupefacente, inoltre, che la Provincia di Matera finga di non conoscere il vero motivo del vincolo ambientale voluto dal Ministero, dato che il Tar Basilicata si è espresso in merito al vincolo ambientale di Irsina con due sentenze.

Con la prima sentenza (la n.55 dell’8 febbraio 2012) ha accolto il ricorso dell’amministrazione comunale di Irsina e, “ad adiuvandum”, anche della Provincia di Matera, della Regione Basilicata e, insolitamente, persino di una società eolica privata, la Novawind Sud srl, intenzionata a realizzare ad Irsina un megaimpianto eolico. Con la seconda sentenza (la n.60, datata sempre 8 febbraio 2012) ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato dalla Bradano Energia srl accogliendolo, in realtà, per effetto della prima sentenza sopraccitata. Ricordiamo che la Bradano Energia srl è una società creata nel paradiso fiscale londinese con capitali svizzeri e tedeschi intenzionata a realizzare una megacentrale termoelettrica a turbogas da 400 MW proprio ad Irsina ed un annesso gasdotto di derivazione dalla Val Basento, dove arriverà e sarà stoccato gas russo, attraverso 35 km di devastanti interramenti su suoli agricoli. L’intervento “ad adiuvandum”, che affianca un ricorso di una società privata con interessi nell’eolico a quello di tre enti pubblici (Regione Basilicata, Provincia di Matera e Comune di Irsina) – ai quali si aggiunge lo stesso punto di vista di un’altra società privata ricorrente contro il vincolo posto dal Ministero, ovvero la Bradano Energia srl – spiega senza ombra di dubbio il perché dei ricorsi e da che parte stiano davvero questi tre enti pubblici. Cosa vi sia, poi, da “plaudire” per l’abolizione di un vincolo da parte del Tar che apre la strada alla centrale a turbogas della Bradano Energia, a 35 km di gasdotti e numerosi parchi eolici? La Ola spera che i rappresentanti del Comune di Irsina, della Provincia di Matera ed il consigliere regionale del Partito Democratico, D’Alessandro, riescano a spiegarlo ai cittadini di Irsina. E visto che si trovano, spieghino anche come faranno a “salvaguardare la comunità e il territorio” con strutture che, senza dare occupazione e benefici locali (e dopo aver concesso molti profitti privati), lascerà al territorio ed ai suoi abitanti l’onere delle bonifiche – umane e ambientali – dopo lo sfruttamento delle risorse.

La Provincia di Matera ed il Comune di Irsina si opporranno alla realizzazione della centrale turbogas della Bradano Energia srl, non prevista nel Piear, unitamente alle centrali Sorgenia e Basento Energia in Val Basento? Si opporrano ai gasdotti e alle decine di torri eoliche previste da non meno di una decina di progetti eolici che stravolgeranno i connotati del territorio di Irsina con vista dal bellissimo borgo medioevale assediato da impianti energetici? Non crediamo proprio, considerando le premesse di cui sopra e considerando che il Ministero dei Beni e Attività Culturali non ha mai fatto mistero che alla base dell’apposizione del vincolo vi sia proprio l’intenzione di trasformare questo territorio agricolo e rurale in una servitù energetica, secondo i fautori di questo sviluppo forzato, grazie ad un patto d’affari scellerato tra privati e pubbliche amministrazioni, fatto passare sulla testa dei cittadini.

Chi usa oggi l’equazione “vincolo uguale immobilismo” e “progresso” in opposizione “all’irragionevolezza penalizzante del vincolo”, visto addirittura come antidemocratico, vuole imporre scelte allocative di impianti energetici da parte delle società private che altrove gli enti rifiutano, finalizzate a far realizzare profitti privati non solo impattanti sull’ambiente, il territorio e la salute dei cittadini, ma prive di ricadute occupazionali ed in contrasto con le vocazioni economiche, naturali e agricole di Irsina.

http://www.olambientalista.it/index.php/tar-su-irsina/

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