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Energia e sviluppo sostenibile. Una scelta lungimirante

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Il “Modello Calvello”: dal 2007 ha adottato un regolamento edilizio citato dall’Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico

 Non vogliamo credere che il Governo Monti, impegnato a far ripartire il Paese, voglia colpire l’unico settore che ha portato in Italia oltre 100.000 posti di lavoro negli ultimi due anni, dando un segnale concreto di sviluppo eco-sostenibile in linea con gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. In questi mesi si sente dire che la principale causa degli aumenti delle bollette di energia elettrica è dovuta al fotovoltaico. In realtà la bolletta è salita principalmente per l’aumento del costo del gas per la produzione termoelettrica, che in Italia costa il 20%-30% in più che negli altri Paesi europei. In un contesto di crisi economica, si chiede agli Italiani, al mondo delle professioni e delle imprese di fare grandi sacrifici per individuare nuove traiettorie e per creare opportunità di sviluppo. Un ruolo delle istituzioni è favorire la costruzione e il rafforzamento di relazioni tra i diversi soggetti del territorio per aiutare a cogliere gli obiettivi di crescita e di sviluppo.

Il mondo della pubblica amministrazione e quello dell’impresa sono due universi che faticano a parlarsi e a intendersi. I primi si pongono degli obiettivi la cui natura pare essere contrapposta agli obiettivi dei secondi. A volte, però, questi mondi si trovano alleati nel perseguimento di finalità che hanno molti punti di contatto. Ad esempio il risparmio energetico. Sono tanti i casi di amministrazioni comunali virtuose che hanno sostenuto e accompagnato i privati e le imprese, mettendoli nelle migliori condizioni per cogliere le opportunità offerte dalle energie rinnovabili. Si vuole raccontare uno di questi casi, quello del Comune di Calvello, piccolo comune della Basilicata in provincia di Potenza, compreso nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese.

A Calvello è in vigore dal 2007 un regolamento edilizio che è stato citato come modello anche dall’Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico.

Cosa insegna questo esempio? Che il volano del risparmio energetico quando viene messo in moto non si ferma più ed è altamente contagioso. E i virus di questo contagio sono i benefici che cadono a pioggia su tutto il territorio. Oggi in Italia sono attivi 340mila impianti fotovoltaici. L’88% è costituito da impianti inferiori a 20 kWp di potenza, si tratta cioè di installazioni su tetti di case private o su piccole coperture industriali o commerciali, su scuole e palestre...

È la cosiddetta generazione distribuita, che trasforma case ed edifici in punti di produzione di energia elettrica facendo coincidere il punto di produzione stesso con il punto di consumo (ed evitando anche gli sprechi delle perdite sulla rete...).

A questo modello che mostra la sua forza persuasiva nelle tante cittadine che, come Calvello hanno saputo fare scelte coraggiose, in molti vorrebbero contrapporre l’egemonia delle fonti fossili e le nostalgie del nucleare. È la logica dei grandi interessi contrapposta a quella dei benefici diffusi. Noi preferiamo questi ultimi.

di Mariapina Fortuna

 

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