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Giovedì, 06 Novembre 2014 11:19

Non facciamoci trivellare!

Scritto da Rocco Perrone
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Conosciamo i rischi delle estrazioni?

Lo "Sblocca Italia", sblocca trivelle, è stato approvato anche al Senato.

Vogliamo ricordare agli amministratori che le multinazionali del petrolio, a cominciare dall'ENI, fanno interessi privati con il cappello della "ragion di stato": <<il petrolio è indispensabile, lo dobbiamo alla Nazione>>.

Nei prossimi anni tutta la Basilicata rischia di essere trivellata. Una delle lezioni che avremmo dovuto imparare in questi 15 anni è che i petrolieri entrano di lato e si mettono di piatto, chiedono il dito e si prendono il braccio. Per questo è indispensabile l'azione di protesta della cittadinanza che DEVE difendere il proprio territorio per DIFENDERE la propria salute e quella delle generazioni future.

Un'altra Scanzano è lontana.

Un'altra Scanzano è lontana per un semplice motivo: le istituzioni regionali sono filo-petrolifere. I lucani, lentamente, stanno capendo che l'equazione Petrolio = Sviluppo non funziona. Il disastro ambientale perpetuato in questi anni, senza un monitoraggio, inizia a venire a galla. Le conseguenze pure.

Conosciamo i rischi legati alle estrazioni petrolifere? E' mai stata fatta un'esercitazione in caso di emergenza?
Guardate in fondo alla pagina cosa potrebbe accadere a un pozzo di petrolio.

E' importante non abbassare la guardia e continuare a lottare per il diritto alla salute e all'autodeterminazione. Su questo ultimo punto dovremmo prima sensibilizzare chi ci amministra. Probabilmente è arrivato il momento di uscire di casa per difendere e riprenderci di persona, dal vivo, sul posto, quello che è nostro.

Condividiamo e pubblichiamo il comunicato stampa sottoscritto insieme ad altre 70 associazioni culturali lucane.

<<Non è passato molto tempo da quel fatidico Venerdì 17 Ottobre, quando il Ministro Franceschini ha annunciato, a nome della commissione giudicante europea, che Matera era la città italiana designata a ricoprire l'ambito ruolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019. Un risultato straordinario, frutto del lavoro di un’intera comunità, quella lucana, che attorno ai temi della candidatura ha saputo ritrovare coesione ed unità di intenti, cosa tutt’altro che semplice alle nostre latitudini.
Tutto lo scenario creativo lucano (che annovera tra le sue fila numerose partite iva, un sensibile numero di lavoratori ed un considerevole volume di affari) rappresentato da enti profit e non profit (associazioni, imprese culturali, etc.) è stato parte integrante di questo percorso verso un open future che non dobbiamo più subire, ma che noi stessi intendiamo realizzare.
Il governo ha poi ratificato l’indicazione della commissione, premiando l’idea di un modello economico costruito sulla cultura: cultura come ricerca di un nuovo modo di essere comunità, di essere abitanti culturali, in armonia con lo spazio nel quale operiamo.
Purtroppo, negli stessi giorni, il governo sta tragicamente investendo, dando segno di un’evidente dissociazione, su un’idea vecchia di sfruttamento di questo nostro territorio, ricorrendo al petrolio: con il D.L. n. 133 del 12 settembre 2014 cd. Sblocca Italia di fatto si liberalizza sull’intero territorio lucano, mare incluso, la sua estrazione avocando al Governo i poteri autorizzativi delle stesse, senza che le regioni possano esercitare le prerogative sancite dalla Costituzione.
In pratica, se il decreto sarà convertito in legge di qui a poco la Basilicata sarà trivellata in lungo e largo e la ricerca e l’estrazione del petrolio lucano godrà di procedure accelerate e semplificate gestite direttamente a livello ministeriale.
Nel dossier di candidatura ci sono i nostri progetti, dietro ogni singolo progetto c’è il sogno di vivere in una Regione che si è già incamminata in direzione di uno sviluppo sostenibile nel quale la cultura diventi scintilla per riaccendere le nostre terre attraverso l’agroalimentare, l’artigianato, la ripresa di piccole imprese, il turismo, valorizzando vecchi e nuovi saperi e attraendo in regione idee, talenti, investimenti e comunità di innovazione e di pensiero da tutto il mondo.
Tutto questo per essere un modello diverso di sviluppo per il Sud, l’Italia e l’Europa.
Non si può contemporaneamente investire sulla cultura e poi sfregiare quello spazio entro cui operare: sembra chiaro che un modello di sviluppo che basa il presente e il futuro di queste terre su un percorso incerto, potenzialmente dannoso e a breve termine (si veda al riguardo il sito web unmig.sviluppoeconomico.gov.it), non ha potuto e non potrà generare modelli alternativi ed innovativi di economie virtuose, quali invece potrebbero nascere anche dal nostro lavoro, dai nostri sogni e da quelli dell’intera comunità lucana che, raccogliendo la sfida di Matera 2019, ha fortemente scommesso sulla loro realizzazione.
Per questo motivo chiediamo che la classe politica regionale, peraltro parte della storia di Matera 2019, compia i passi necessari (impugnare la legittimità del suddetto decreto o la eventuale legge di conversione davanti alla Corte Costituzionale sarebbe una risposta concreta ed efficace nell’immediato!) per farsi promotrice di un’idea diversa di crescita basata sulla comprensione profonda delle specifiche vocazioni territoriali, sulla cura del territorio e sulla fiducia e supporto nelle realtà che lavorano nell’ambito dei Beni Culturali e Socio-sanitari>>.

Per aderire scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Associazioni firmatarie
Agoraut – Lagonegro; AID – Matera; AIL – Matera; AIPD Onlus – Matera; Al Parco, rivista dei Parchi di Basilicata; Allelammie – Pisticci; Amici del Parco della Murgia Materana – Matera; Amici del Cuore – Matera; ANMIC – Matera; APD – Matera; Arteria – Matera; AISM – Matera; ASD La Fenice – Matera; Associazione Basilicata Mozambico; Associazione Materana Salute Mentale; AVIS – Matera; BRIO – Matera; Casa Netural – Matera; Centro Studi Yoga e Meditazione Al Jalil – Matera; Cecilia, centro per la creatività – Tito; Centro Tilt – Marconia; Centro antiviolenza – Policoro; Cinefabrica – Matera; Coop. Synchronos – Matera; CooperAttiva soc. coop. – Montescaglioso; Culture Lucane Soc. Coop. – Matera; DIVA – Matera; DolceMente – Matera; Euro-net – Potenza; ENS – Matera; Ensemble Teatro Instabile - Montalbano J.; Faber s.r.l. – Matera; Fare Strada – Matera; Federconsumatori – Matera; FIDAS Basilicata; Genitori H24 – Matera; GILS Onlus – Matera; Gli Artisti della Bellezza – Bernalda; Globus Onlus – Bernalda; Gommalacca Teatro – Potenza; IAC centro arti integrate – Matera; Ipogea Soc. Coop. – Matera; Il Querceto – Marsicovetere; La Mandragola Teatro - Villa D'Agri; LiberMedia – Matera; Lucania Film Festival; Lucanima – Potenza; Lucani in Perù; Materacea s.r.l.; Materahub; Matera Sports Academy; Matera International FICTS Festival; Minerva Scienza – Matera; MOM - Mamme materane all'opera; Murgiamadre Soc. Coop.- Matera; Namavista – Pisticci; Network BasilicataCinema; Noeltan Srl – Potenza; Officine Frida – Matera; Onyx Jazz Club – Matera; Phonetica - Cassano Murge(BA); Potenza Film Festival; Ragnatela Folk – Matera; Respirare Sinapsi - Oppido L.; Rete Cinema Basilicata; SassieMurgia – Matera; Sporting Club Disable Onlus – Matera; SUD "Gigi Giannotti" - Nova Siri; Terre Joniche; UISP – Matera; UNIVOC – Grassano; Women's Fiction Festival; Vulcanica - Rionero in Vulture; Zer0971 – Potenza.

Guardate cosa può succedere con i pozzi di petrolio. Non dimentichiamolo!

Il 28 febbraio 1994, a Trecate in provincia di Novara esplode un pozzo petrolifero, e su tutta la zona piove petrolio, contaminando terreni e la stessa città di Trecate.


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