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Rocco Scotellaro. Il Sindaco-poeta

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M'accompagna lo zirlio dei grilli
e il suono del campano al collo
d'un'inquieta capretta.
Il vento mi fascia
di sottilissimi nastri d'argento
e là, nell'ombra delle nubi sperduto,
giace in frantumi un paesetto lucano.

[Rocco Scotellaro in “Lucania” – 1940]

Scrittore, poeta e politico italiano, Rocco Scotellaro, nasce a Tricarico IL 19 aprile del 1923. Figlio di Vincenzo, calzolaio e di Francesca Armento, casalinga, a soli ventitré anni, nel 1946, militante socialista, diventa sindaco di Tricarico, anno in cui avviene l’incontro con Carlo Levi, che lo stesso Scotellaro definisce suo mentore. Corre l’anno 1950 e l’accusa di concussione, truffa e associazione a delinquere lo costringe a 45 giorni di carcere.

Solo in seguito viene assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Potenza. Ma la vicenda, seppur con esito positivo, genera in lui amarezza e sfiducia, lo allontana dall’attività politica e lo avvicina sempre di più a quella letteraria. In realtà non abbandonò mai la politica. La sua poesia è densa di attività politica, è uno strumento per urlare la libertà e la necessità di riscatto della società contadina meridionale.

A soli trent’anni, stroncato da infarto, Scotellaro scompare prematuramente. “Uva puttanella”, la più celebre tra le sue opere, un inno alla sua terra e ai contadini del sud, resta incompiuta e vede la luce nel 1955 con la prefazione di Carlo Levi. Una scrittura semplice e genuina, costruita sul parlare della gente, sulla vita semplice e quotidiana del popolo del meridione. Una scrittura assetata di giustizia, di democrazia e di uguaglianza.

Nonostante la sua breve esistenza, numerose sono le opere che ci ha lasciato: È fatto giorno. 1940-1953 - Contadini del Sud, 1954 - Uno si distrae al bivio, 1974 - Margherite e rosolacci, 1978 - Giovani soli, 1984 - Lettere a Tommaso Pedio,1986 - Scuole di Basilicata, 1999.

Numerose le sue poesie scritte tra il 1940 e il 1953. Un mondo ricco di valori quello contadino che ancora oggi rivive nei suoi versi, ritrova la sua identità.

Pietro Nenni di lui dice nel 1954: “Nei canti e nel saggio di Rocco Scotellaro il dramma del Mezzogiorno, sullo sfondo cupo della miseria, acquista un senso amaro sì, ma non esente dalla speranza. La speranza è nella lotta”.

Ad oggi, la Pro-loco di Tricarico ha allestito un vero e proprio percorso letterario a lui dedicato . Per tutti i visitatori è stata predisposta una selezione di poesie riportate su pannelli lignei, dislocati lungo le strade del centro storico, per consentirne la lettura proprio nei luoghi che hanno ispirato il poeta.

di Mariapina Fortuna

 


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